Saturday 21 january 2012 6 21 /01 /Gen /2012 18:22

In questi giorni di inverno mediterraneo, come ogni anno d'inverno, riprendo in mano il dottor Zivago" di Pasternàk.

L'edizione è la prima, Feltrinelli 1957, e nella nota introduttiva dell'editore viene spiegato che Pasternàk ha terminato il libro da più di tre anni, che ha raggiunto un accordo con la casa editrice ma che in seguito alle difficoltà sorte in URSS ha chiesto la restituzione del manoscritto, manifestando il desiderio di rivederlo. Conoscendo come si sono poi svolti i fatti, ho trovato... interessante la reazione dell'editore, che dice: "Ci siamo però trovati nell'impossibilità di accedere al desiderio dell'autore in quanto il libro era già in avanzato stato di lavorazione e pronto per la stampa anche in altri paesi, e non ci sono d'altra parte pervenute in tempo le modifiche che l'autore intenderebbe apportarvi."

Il libro verrà dunque pubblicato nella sua originale stesura e, la conclusione dell'editore, è in un certo senso fulminante:

"Riteniamo che questa edizione del Dottor Zivago torni non solo ad onore dell'Autore ma della letteratura stessa alla quale appartiene."

 

A me il Dottor Zivago piace tantissimo e ho pensato di parlarne oggi per inaugurare una nuova rubrica di questo blog intitolata dedicata alle stagioni così come le descrivono i grandi della letteratura.

      Perché la letteratura non è solo letteratura e una stagione non è solo una stagione...

      "C'erano quiete sere invernali, grigio chiaro, rosa scuro. Nel crepuscolo luminoso si delineavano le nere cime delle betulle, sottili come segni grafici. sotto la trama grigia della leggera crosta di ghiaccio neri ruscelli scorrevano tra rive formate da bianchi cumuli di neve, corrosi in basso dalla scura acqua corrente. Una sera simile, di gelo, d'un grigio trasparente, da far dolere il cuore, che faceva pensare alle fronde del salice, stava appunto per scendere a Jurjatin, dinanzi alla Casa con le figure." (pp. 494-495).

      "Un silenzio assorto, colmo di felicità, che riverberava dolcemente la vita, circondava Jurij Andrèevic. La luce della lampada cadeva con un giallo tranquillo sul biancore dei fogli e con un riflesso dorato nuotava sulla superficie dell'inchiostro, all'interno del clamaio. Fuori della finestra, stava l'azzurra notte invernale, di gelo. Jurij Andrèevic passò nella stanza accanto, fredda e non illuminata, da cui si vedeva meglio l'esterno, e guardò dalla finestra. La luce della luna piena fasciava la pianura nevosa con la vischiosità tangibile dell'albume o della biacca. Dinanze all'indescrivibile sontuosità della notte di gelo, si sentì invadere l'anima da tutte le cose. Tornò nella stanza illuminata e calda, e si accinse a scrivere."(p.568)

  

 

Di Anna - Pubblicato in : stagioni
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Tuesday 17 january 2012 2 17 /01 /Gen /2012 21:52

Ogni tanto mi affaccio in giardino alla ricerca di novità, ma non è il caso di essere impazienti perché tutto tace. Diamo tempo al tempo allora...

E tuttavia oggi è sbocciata una rosa bianca.


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Di Anna - Pubblicato in : piante
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Monday 9 january 2012 1 09 /01 /Gen /2012 18:23

E' la prima volta che in questo blog parlo di Simenon, e lo faccio per moltissimi motivi ma soprattutto per via di una piccola "perla" che ho trovato tra le pagine dell'ultimo Maigret.

..ultimo perché è quello che sto leggendo in questi giorni, ma anche perchè è uno dei pochissimi che mi mancano per completare la lettura di tutte e 75 le inchieste. Ultimo anche perché è uno degli ultimi, scritto da Simenon nel 1969.

Quando stilo una classifica dei miei scrittori preferiti, nonostante la difficoltà di scegliere tra diversi autori, Simenon finisce sempre al primo posto, il Simenon di Maigret. Naturalmente apprezzo anche il Simenon dei non-Miagret...altri capolavori che però trovo eccessivamente cupi e difficili da rileggere. Mentre le inchieste di Maigret le rileggo anno dopo anno.

"Maigret e l'omicida di rue Popincourt" è uno dei più belli, soprattutto (quasi che Simenon l'abbia fatto apposta) è un concentrato all'ennesima potenza di tutto ciò che Maigret è, e rappresenta. C'è il suo metodo e la sua empatia nei confronti del colpevole, ci sono le passeggiate per i boulvardes con la signora Maigret, le birre prese con gli ispettori durante l'inchiesta, il dottor Pardon, e molto altro ancora. Ma il motivo per cui non potevo non parlarne qui, è che a p. 132 i Maigret decidono di recarsi a Meung-sur-Loire nella casa acquistata in vista della pensione, e c'è un momento in cui Maigret  (sono i primi giorni di primavera) va a dare uno sguardo al giardino.

 

"Trovarono la casa linda e ordinata come se l'avessero lasciata il giorno prima, giacché una donna del posto veniva due volte la settimana ad arieggiare le stanze, spolverare e strofinare il parquet. Parlarle dei nuovi prodotti per la pulizia domestica era fatica sprecata. Lei passava la cera dappertutto, anche sui mobili, e ovunque ne aleggiava il profumo. Suo marito, invece, si occupava del giardino:

 Maigret trovò il prato punteggiato di crochi, e ciuffi di giunchiglie e tulipani nel punto più riparato, ai piedi del muretto in fondo.

La prima cosa che il commissario fece fu salire al piano di sopra per infilarsi un vecchio paio di pantaloni e una camicia di flanella. Con le sue travi a vista, i suoi angoli in penombra e il senso di pace che vi regnava, quella csa gli ricordava ogni volta una canonica. Il che non gli dispiaceva affatto, anzi.

La signora Maigret si affacendava in cucina. "Hai molta fame?". "Una fame normale..." Lì non avevano la televisione. Quando il tempo lo permetteva, sedevano in giardino a contemplare il crepuscolo che lentamente avvolgeva il paesaggio.

(Adelphi, pp.33-34) 

Ho trascritto l'intero brano perché comunica un delizioso senso di tranquillità casalinga, e quei fiori spuntati vicino al muretto è come se li vedessimo anche noi, grazie a quelle misteriose dinamiche che solo la più grande letteratura rende possibili. 

 


Di Anna - Pubblicato in : giardini
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Saturday 7 january 2012 6 07 /01 /Gen /2012 20:30

L'inverno è iniziato da poco e a sottolinearlo piacevolmente c'è il fuoco nel camino...

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 E' vero che il fuoco fa compagnia...

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Si può spegnere la luce e guardare le fiamme che avvolgono i tronchi.

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Vicino al fuoco ci sono le bucce d'arancia e la pentola per le castagne.

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Spero che il calore di questo fuoco raggiunga virtualmente chi passa da queste parti...

Di Anna - Pubblicato in : stagioni
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Thursday 5 january 2012 4 05 /01 /Gen /2012 15:17

 

E' vero, l'inverno è arrivato.

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Tutte le foglie sono cadute...

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La terra è ricoperta di trifoglio...

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Nelle scorse settimane però il tempo è stato molto mite e c'è chi ha saltato una stagione:

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Di Anna - Pubblicato in : stagioni
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  • : Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
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