Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
Ecco qualche stralcio dei versi dedicati da Pablo a Matilde Urritia.
Un testo molto autunnale, dove Matilde e la stagione densa di venti, nebbie e aromi, diventano quasi un'unica cosa.
E mi pare che anche la traduzione faccia onore al testo originale.
Matilde Urritia qui ti lascio
ciò che ebbi e che non ebbi
ciò che sono e che non sono.
Il mio amore è un bimbo che piange
non vuol uscire dalle tue braccia,
io te lo lascio per sempre:
sei per me la più bella.
Sei per me la più bella,
la più tatuata dal vento,
come un alberello del sud,
come un nocciolo in agosto.
sei per me succulenta
come una panetteria,
è di terra il tuo cuore,
ma le tue mani son celesti.
E' l'alto autunno del mare
pieno di nebbia e di cavità,
la terra si distende e respira.
Cadono al mese le foglie
e tu china sul mio lavoro
con la tua passione e pazienza
decifrando le zampe verdi,
le ragnatele, gli insetti
della mia mortale calligrafia.
Ti debbo l'autunno marino
con l'umidità delle radici
e la nebbia come un'uva
e il sole silvestre ed elegante: ti debbo questo cassetto silenzioso
in cui si perdono i dolori
e solo salgono alla fronte
le corolle della gioia.
-Da Todo el amor, Neruda, antologia personale,a cura di G.bellini, Edizioni Accademia