Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
Questa è la strada che si snoda tra i cespugli di lentisco e l'elicriso, tra le piante di artemisia e di dauco marino, tra le campanule e la lonicera intricata, tra la santolina e la scabiosa...no non mi sono ricordata all'improvviso tutti i loro nomi, li ho cercati nel manualetto sulla Flora mediterranea...
Oggi voglio accompagnare le immagini con le parole di qualcuno che certamente tante e tante volte passava per questi luoghi, il poeta Giovanni Corona.
"Ma non l'alba del sonno aspettai:
memoria, tepore di primavera...
...mi rincuora nel petto ove impera
e assapora una faccia di millenni.
Forse un fiocco verde e spinoso
sul mio dirupo ignudo porge ascolto
...all'antenna ove immagine vola
di una donna farfalla di meraviglia
...che mi perde nel cerchio di sua luce.
E quel vivo calore in me trasmette
un sapore di timo, una distesa
d'erica, di ginestra, fioritura
...d'immobile roccia e di gote
...tremolanti di remote frescure.
Giovanni Corona, "Remote frescure", p.88 da "Sassi della mia terra" Gasperini editore, febbraio 1992.