Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
Mi permetto di fare una scelta, tra i versi di questa poesia di Neruda! In realtà tutta la poesia è bella, ma forse è più facile soffermarsi su pochi versi alla volta. Mi rendo conto così di reinterpretarla...e chissà se Pablo ne sarebbe contento. Penso di sì, penso che gli farebbe piacere sapere che i suoi versi hanno qualcosa di personale da dire a chi li incontra.
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Ode alla giardiniera
Sì, io lo sapevo che le tue mani erano
la violacciocca fiorita, il giglio d'argento.
qualcosa avevi a che vedere con la terra,
con la fioritura della terra.
Così, dunque,
dall'una all'altra pianta appena piantata,
andavi e ritornavi
e dalla tua mano
il tallo dell'alstromeria
elevò la sua eleganza solitaria.
Il gelsomino adornò
la nebbia della tua fronte
con stelle d'aroma e di rugiada.
La tua mano scambiava il tu con la terra
ed era istantanea la chiara fioritura.
Tocchi il mio petto mentre dormo
e gli alberi sbocciano dal mio sonno.
( da "Todo el amor" Ed. Accademia, p.205)