Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
Oggi facciamo gli auguri a Michele che si è appena laureato in filosofia col massimo dei voti, un traguardo non facilissimo considerate le numerose e impegnative esperienze portate avanti in questi anni, tra un esame e l'altro. Quindi, una laurea come un cerchio che si è chiuso molto bene! Il titolo della tesi di Michele è:
“Etica e opposizione polare nel pensiero di Romano Guardini”
...un argomento apparentemente lontano dai contenuti di questo blog...
In realtà Guardini è una figura di spessore, che riserva molte sorprese
L'INCONTRO CON LE COSE (tesi, pp.132-133)
...siamo di fronte a un elemento che distingue il nostro autore da altri filosofi del dialogo per i quali l'incontro è un evento esclusivamente interpersonale che richiede la partecipazione di due soggetti. Guardini vede la possibilità che esso si realizzi anche tra un soggetto umano ed un oggetto. In Etica Guardini illustra un esempio nel quale emerge con una certa chiarezza la reciprocità dell'interazione tra l'uomo e l'oggetto, in questo caso un albero.
"Se mi trovo di fronte a un albero, posso chiedermi: che valore ha? Che cosa posso farne? Quanto posso guadagnare comprandolo? e così via...Ma posso anche considerare l'albero in modo diverso: cercando di comprenderne la struttura, la vita, il rapporto col suo ambiente; posso sperimentare la bellezza, la specificità di questa configurazione aggrappata tenacemente alla terra, che si erige in altezza e si espande all'esterno nello spazio, silenziosa, immobile , e tuttavia vivente."
Come primo passo, l'approccio verso l'oggetto avviene nell'atteggiamento di "assenza di intenzioni" che, lasciandolo libero di essere ciò che è, cerca di coglierlo in se stesso e nei rapporti con il suo ambiente vitale. Il testo prosegue con la constatazione che l'incontro avvenuto ha seguito la dialettica del "perdere e ritrovare se stessi":
"Giunto a questo punto, se mi chiedo che cosa è avvenuto di me stesso nei due modi di considerare l'albero, constaterò una differenza: nel primo caso, sono sempre stato presso me stesso, non mi sono mai distratto da me stesso, ovvero sono sempre ritornato a me; nel secondo caso, mi sono allontanato da me stesso, sono entrato in ciò che mi stava di fronte, abbandonandomi al suo essere, alla sua bellezza, al suo mistero;
...nel primo caso ho affermato, confermato, imposto me stesso e l'albero mi è servito, è stato da me utilizzato, è stato un elemento del mio ambiente, è esistito per amore di me stesso; nel secondo caso ho dimenticato me stesso, mi sono allontanato da me stesso, ed allora si è aperto uno spazio in cui il fenomeno dell'albero poteva manifestarsi.
Il frutto finale è stato di ritrovare la propria persona arricchita da qualcosa che prima dell'incontro non possedeva e che perfeziona la sua identità, secondo il caratteristico movimento di oscillazione tra l'uscita e il rientro in se stessi: "qui però qualcosa è accaduto anche per me: in qualche modo sono stato ristorato, rafforzato, sono diventato maggiormente me stesso". Nella reciprocità dell'evento l'uomo ha offero all'albero lo spazio per potersi manifestare e ha ricevuto in cambio una nuova pienezza d'essere. (tesi p.134)