Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
Tengo molto a questa foto, perchè non ne ho molte della casa dei Sodi e le altre non riesco più a trovarle. Per diversi anni sono stata alla casa dei Sodi di Castel Ruggero, infatti era il luogo dove si tenevano gli stages CEMEA che io frequentavo con molto piacere. Potrei ricordare tante cose di quell'esperienza ma oggi mi piace pensare soprattutto alla casa. Mi ricordo che fin dal primo momento che l'ho vista mi ha completamente catturato, un luogo da favola, tra le colline del Chianti, immersa nel silenzio della campagna completamente verde. Ogni casa ha la sua atmosfera e la casa dei Sodi era piena di fascino. Io la sentivo solida, semplice, accogliente, e poi le sue finestre si aprivano alla luce della primavera e a pochi passi c'era il sentiero verso il bosco dove fiorivano cespugli di rose canine. Ci ho abitato molte volte, sempre per dieci giorni e sempre in primavera. In quei giorni stavo con persone sconosciute che all'improvviso diventavano vicine, annullavamo ogni contatto col mondo esterno e la casa era un rifugio delizioso...non dimenticherò mai, per esempio, il tè del pomeriggio preso in compagnia o gli sformati di carciofi della cuoca Tina. Ora non ho più notizie della casa dei Sodi ma non importa, forse un giorno la rivedrò, in ogni caso è giuà entrata in quella dimensione atemporale dove tutto esiste sempre, dove niente è perduto...