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Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.

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Lillà



No, non è nel mio piccolo giardino! Ma in questi giorni rileggo "Il giardino di Elisabeth" e c'è un passo che parla dei lillà. L'autrice del libro è Mary Annette Beauchamp, inglese, che sposa nel 1990 un conte tedesco dal nome impronunciabile e, dopo aver vissuto per cinque anni a Berlino, si trasferisce a Nassenheide in Pomerania dove trova un immenso giardino abbandonato. Mary si dedica completamente al giardino e lascia perdere tutto il resto, compresi i legami familiari e sociali che prima la intrappolavano. Anni fa avevo già letto il libro ma non mi aveva preso più di tanto e trovavo l'autrice un pò fredda e antipatica. Invece ora mi piace il suo atteggiamento così indipendente e insofferente nei confronti di una società tutta dedita a noiose apparenze. E, soprattutto, mi piace Mary-Elisabeth quando parle dei fiori e delle piante come se parlasse di persone...(in questo sento che ci assomigliamo), quando descrive la sua felicità nel trascorrere i mesi e le stagioni immersa nella pace e nello splendore del giardino.

Il suo libro ha anche un'altra caratteristica: lo leggi, e ti sembra che tutto sia appena successo, che il giardino di Elisabeth si trovi a pochi passi da casa, raggiungibilissimo.

"Il mio giardino è circondato da fiordalisi e prati, e più oltre ci sono grandi distese di brughiere sabbiose e foreste di pini, e dove cessa la foresta ricomincia la brughiera spoglia; ma le foreste sono splendide nella loro elevata vastità dal fusto rosato, molto più in alto le chiome di un tenuissimo verde-grigio, e ai piedi un tappeto di mirtilli verde brillante, e ovunque il silenzio immoto; e anche le brughiere spoglie sono splendide, perché uno può quasi indagare attraverso loro l'eternità, e camminarci sopra con il viso rivolto al sole che tramonta è come stare alla presenza stessa di Dio." (p.10)

"Poi, quando se ne andarono gli anemoni, qua e là venne fuori qualche pervinca e qualche sigillo di Salomone, e tutti i ciliegi fiorirono in un'esplosione improvvisa. E poi, prima che avessi fatto in tempo ad abituarmi alla gioia dei loro fiori contro il cielo, arrivarono i lillà, masse e masse di lillà, in macchie fitte sul prato, con altri cespugli e alberi lungo i bordi dei viali, e una fila continua e maestosa degli stessi alberi e cespugli lunga mezzo miglio subito dopo il lato ovest della casa, da lì, in avanti fin dove arriva lo sguardo, splendenti in tutta la loro gloria contro uno sfondo d'abeti....(p14  ed.Bollati Boringhieri).
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