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Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.

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Pervinche


Se torno indietro con la memoria cercando di andare lontano il più possibile, mi fermo a quando ero una bambina di circa tre anni: a questo periodo è legato nitidamente il primo ricordo di un fiore: LA PERVINCA.
Giocavo molto con le pervinche, piccole stelle di un azzurro leggero, che fiorivano in grande abbondanza nel giardino dei miei nonni.
Questo sì, era un  giardino speciale! Per descriverlo bene ci vorrebbe un vero scrittore , perchè io non mi sento davvero all'altezza di questo compito, so che sminuirò la realtà...
Al giardino si scendeva, perchè era posto più in basso della casa, passando per stradine di pietre e terra umida e si attraversavano angoli fioriti: nella zolla di terra che segnalava l'ultimo tratto in discesa, crescevano  giacinti bianchi: piccoli , timidissimi e profumatissimi.
Il giardino era in realtà un aranceto, ben custodito da muri di pietra, siepi e canneti. Al fruscio delle foglie  si accompagnava sempre il rumore del ruscello che scorreva di lato, ben riparato,  e che nessuno di noi poteva vedere. Vento foglie e il suono vivo dell'acqua.  Ai piedi degli aranci tante erbe selvatiche con i loro fiori così piccoli e tenaci.
In fondo al giardino un cespuglio di ortensie antiche: mia nonna era molto più piccola del cespuglio.
Nella parete più umida e fresca, dietro la quale scorreva il ruscello, crescevano le pervinche: una parete bellissima, di un verde lucido, di steli eleganti, di fiori perfetti nella loro nitidezza e però talmente umili da cercare in ogni modo di non farsi notare e di tenere nascosta la loro bellezza. Mi piaceva coglierli, toccare i petali delicati, osservare la loro forma, percepire il fresco che emanavano e il leggerissimo profumo.
 A distanza di tanti anni desideravo averli nella  mia casa, quindi tre anni fa ho piantato poche talee scegliendo, anche nel  piccolo spazio del mio giardino, l'angolo più fresco. Le talee hanno attecchito bene ma crescevano molto lentamente: poi quest'anno, in un giorno di febbraio, ho scoperto che le pervinche si erano svegliate, scomparsa la timidezza hanno continuato a diffondersi con ritmica sicurezza riempendo l'angolo e aumentando di giorno in giorno . Che dire? Sicuramente un desiderio realizzato!

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