Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
Nello spazio di un piccolo giardino come il mio non si possono coltivare "tutti i fiori del mondo", a tante piante bisogna rinunciare. Ma non importa, è posssibile avere ugualmente molte soddisfazioni. Innanzitutto vedere trasformarsi, in un tempo di circa sei anni, un rettangolo di deserto in un luogo verde e rigoglioso. Nella scelta dei fiori e delle piante non ho portato avanti un progetto troppo definito ma ho seguito l'onda di ciò che naturalmente accadeva, così ho piantato soprattutto tutto ciò che mi veniva gentilmente regalato, come i due ibiscus rosso e giallo, e le talee portate dal vecchio giardino dei nonni paterni: in particolare le pervinche azzurre, che hanno realizzato una continuità tra passato e presente. Come raccontavo nei primi giorni di questo blog, mi era capitato tra le mani un terreno che prima di diventare area fabbricabile era stato un orto ben coltivato, la terra quindi era ansiosa di rivivere e rispondeva in modo ottimale ad ogni nuova piantina che arrivava; specialmente nei primi due anni era incredibile osservare la crescita continua e spontanea di un mondo verde e colorato.