Qui si parla di un giardino, dei suoi fiori e delle sue piante nel corso delle stagioni, delle luci e colori dei mesi e dei giorni. Faremo insieme qualche passeggiata nei giardini letterari, nel bosco e nella macchia, lungo sentieri che portano al mare, a luoghi fuori dal tempo e ad alcuni mondi paralleli.
L'albero che più mi piacerebbe avere è un melo, da molto tempo lo vorrei ma non è possibile, quindi devo limitarmi a parlarne in questo blog.
Mi piace già il suo nome, mi sembra che queste due sillabe abbiano un suono dolce, armonioso.
E' un albero essenziale, perfetto, che evoca sensazioni di tranquillità e limpidezza.
Ci parla dei meli Saffo, grande poetessa vissuta a Mitilene in Grecia intorno al 600 a.C.
Le sue parole così lontane nel tempo, ritornano a noi per aprirci la porta di un giardino un pò misterioso e molto affascinante.
Vieni con me da Creta a questo sacro
tempio, dov'è il bosco tuo leggiadro
di meli, dove odorano d'incenso
le are fumanti.
Fresca mormora l'acqua in mezzo ai rami
dei meli; intorno intorno ombran le rose
tutto il luogo; dalle stormenti fronde
piove sopore.
E il prato dove pascono i cavalli
è fiorito dei fior di primavera;
odor soave esalano gli aneti
e i meliloti.
togli dal capo le tue sacre bende,
e dolcemente nelle coppe d'oro,
versa, Cipri, col nettare divino,
anche la gioia.
(p.83, Lirici greci, Garzanti, traduzione di Gennaro Perrotta)